Luciana

scritto da jada84 il lunedì, 10 dicembre 2007,23:43

Vogliamo parlarne?

eh? vogliamo parlarne? Vi sembra possibile? eh?

Allora, io mi ero abituata. Si. Tutta infagotta nella tuta oversize, con le mani affogate nella nutella, il calzino sdrucido, i capelli a nido di uccello. Si, guardavo le pubblicità. E mi sentivo inferiore. Morivo di invidia.

Super fisicate, che saltavano, ridevano, ammiccavano, bionde, labbra pronunciate, liscio perfetto, perchè io valgo, e mangia questo che ti senti in forma, e taglia 42..bla bla bla...

Una marea di boiate. Ma fatte apposta per smantellare pezzo per pezzo l'autostima di noi "nutrito" popolo di cellulonia.

E io afffogavo ormai anche la testa dentro il barattolo della mia amica di crisi spassionate.

Bene. Detto questo, saprete anche che con questo nuovo lavoro non sono a casa quasi mai. Ma sappiate anche che quando ho 2 minuti mi siedo sul divano e guardo. Proprio ieri sera girando canale, sboffocchiando l' ottantesima sigaretta della giornata (per la cronaca sto diventando color giallo filtro) chi mi vedo che sgambetta, fasciata in un vestitino rosso dai guanti neri, manco fosse Cappuccetto Rosso?

La Littizetto. LA LITIZZETTO?

No scusa?

No amica, no tu no.

Cioè io ti adoro lo sai.

Ma farmi la pubblicità di un telefonino? Come Megan Gale, come Elisabetta Canalis....come Parisi Hilton.

No perchè adesso vanno i comici. Brutti, ma simpatici. Perchè sono vicini alla gente comune.

E la battuta finale?

"Cosa devo fare ancora per convicervi a passare a ..., volete anche il pandoro?"

A Lucianaaa, no fa ridè peGNente.

Sai cosa ti dico. Voglio che ti togli dalle palle. Che mi piacevi  quando non ti vendevi. Ti hanno riempito di dollarazzi fino ai capelli, e ora mi martelli con sta cazzo di canzone di Alicia Straminchia. Dai, sei poco credibile.

Mi fai i numeri da FAzio, ci stai dentro benissimo e cosa mi ripeti a random? "Meglio cambiare nè?"

Si, meglio che cambi parrucchiere. E paese.

Voglio tornare a vedere le bellone. Voglio godermi il mio barattolone di Nutella in pace.

Ma soprattutto rivoglio un uomo, che davanti a quelle solite barbie mono stampo, mi guardi sorridendo.

(Questo post è per tutti quelli che mi hanno conosciuto così...non sapete quanta fatica. Lo dedico a voi amici blogger. grazie)

scritto da jada84 il domenica, 02 dicembre 2007,11:17

Che periodo sconvolgente.

Non me ne sono resa conto. Ogni sera, prima di coricarmi e ogni mattina, quando mi alzo, ho sempre la stessa sensazione di vuoto.

Ai vostri occhi, cari pochi lettori, potrà sembrare che io sia sull'orlo di una depressione: in effetti, sembra molto vicina la brutta bestia. Non credo però, che questo avvenga anche per le persone che ogni giorno hanno a che fare con la sottoscritta nella realtà: mi ammazzo di lavoro, esco abbastanza, faccio cose.

Ho riflettuto molto.

E mi guardo indietro. Per quanto non mi penta delle mie scelte, credo di ritrovarmi con un pugno di mosche.

Avete presente? Avevo bisogno di una svolta. Avevo bisogno di vedere altro. Ho fatto soffrire molta gente. Molta gente mi ha fatto soffrire.

Ora, che vorrei solo riabbracciarlo, sta nelle braccia di qualcun'altra.

Del resto? Cosa potevo pretendere?

Io sono certa che mi stai ancora pensando. Un amore grande come il nostro, non può essere cancellato. Anni insieme. Eppure, la paura, l'angoscia, che lei dia a lui molto di più di quello che ho dato io.....mi distrugge.

Perchè io ci ho creduto. Nel modo sbagliato, egoisticamente, ma ci credo ancora.

A cosa penso esattamente? Penso che ogni uomo su cui contavo, ha deciso che le mie braccia non bastavano. Allora mi chiedo...cosa ho sbagliato?

Forse è successo questo: Per paura di perdermi il resto, non ho coltivato quello che avevo.

Io lo so che a quest'ora, se me ne fossi accorta prima, lo avrei ancora con me.

E invece adesso, mi cucco le conseguenze. Ora guardo al futuro: per la prima volta, mi sembra di non essere così giovane,

In effetti, se le cose sono andate così, forse nessuno di loro è quello giusto. L'ho creduto, l'ho sperato. Ma no, non è così.

Per la prima volta vi confesso, mi è passata per la mente l'idea di avere una famiglia, vorrei veramente un bambino.

Sarà che, di famiglia, non ne respiro più l'aria da tempo.

Se guardo avanti, l'unico con cui questo vorrei realizzare tutto ciò  è lui.

Chissà se tornerà.

So una cosa però: un mio amico mi ha detto, che ne vale la pena, solo per la curiosità che ogni giorno ci accompagna.

Amo scrivere. Ora mi sento molto meglio.

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Staremo a vedere

scritto da jada84 il giovedì, 10 maggio 2007,17:01

Ehmm...ok...se non collasso in questi giorni, posso sopravvivere a qualsiasi cosa.

Cioè...è un periodo...di sclero totale.

La tesi è quasi finita. Non ci credo ancora.

E la prof. è contenta...ci credo ancora meno.

Ora devo solo aggiustare le ultime cose e la settimana prossima va in stampa.

Ma vi rendete conto? Cioè mi laureo...no no...aspettiamo ad urlarlo troppo forte. Manca ancora un esame.

Sto proseguendo lo stage all'adecco...ahaha....c'è da ridere.  E pure i progetti per il comune: stiamo organizzando super mega eventi estivi. Spero venga carino...anche se per luglio non so se sarò ancora viva.

Mi piaceva l'idea di aggiornarvi, e spero sempre di riuscire a tornare a scrivere come una volta. Cose sensate perlomeno...

Per ora, sto facendo riflessioni sull'ammorre...che praticamente non fa parte della mia esistenza per il momento.

Ho lasciato il fidanzato storico, qualche storietta insulsa, casini e basta.

Il fatto è che quando non sei in coppia ti accorgi come certe cose non facciano parte di te... tutt' un tratto, le senti straniere.

Gesti, abitudini, modi di pensare in due...non so.

Per ora non è definitivo.

Staremo a vedere.

Momento di scrittura

scritto da jada84 il domenica, 29 aprile 2007,11:25

Ogni tanto mi partono i deliri di scrittura, portate pazienza.

Io ve li faccio leggere, poi ditemi voi...lo so che inizio ma poi non finisco...prima o poi la storia giusta arriverà.

Il cielo era di un azzurro fumo quasi irreale e un forte vento scuoteva gli alberi; le foglie frusciavano forte, sembrava stesse per prepararsi una bufera.

Camminavo lungo un sentiero di terra rossa, l’arancio della polvere si attorcigliava in mulinelli alti quasi quanto me. Faticavo a respirare.

Il sole non si vedeva, la luce filtrava poco attraverso le nuvole. Sola, vestita di stracci, tremavo , le dita strette sui palmi, i denti che rimanevano serrati dentro le mascelle.

Paura.

Ho paura di guardare verso l’alto, so che è li, e non voglio crederci.

È immenso.

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