Fino alla Fine

scritto da jada84 il venerdì, 31 agosto 2007,11:04

In generale mi astengo da dare opinioni.

Ma ieri sera è successa una cosa interessante, sulla quale vale la pena riflettere: passeggiavo con un amico per il centro quando decidiamo di fermarci a bere qualcosa e ci accomodiamo in una delle piazze principali della nostra città.

Lui ha intrapreso da qualche anno il servizio militare volontario, sede a Pisa, accalappiato nella Folgore.

Ama lanciarsi, è la sua passione da sempre.

Ci conosciamo da una vita, se 10 anni si possono definire tale.

Sorseggiando una bionda media, ci si aggiornava sulle esperienze avute in questi mesi di lontananza, sugli amori, il lavoro, le scelte future.

Ognuno dei due ha sciolinato una attenta descrizione del reciproci carichi di merda ricevuta; ad un tratto però, ho visto gli occhi del mio amico diventare lucidi e senza volerlo, ci siamo addentrati in un terreno un pò delicato, ma comunque importante e stimolante.

Si parlava del fatto che nessuno, o solo pochi eletti sanno godersi la propria libertà. Nessuno, o solo pochi eletti, con la vita che siamo costretti a fare, si ferma realmente per chiedersi come vuole spendere la propria esistenza, quale senso si può dare ogni giorno.

Qualquno si costruisce un senso fittizzio (lo so...uso troppo questa parola) basato sulle condivisione di senso con un'altra persona.

Lui diceva che in realtà, nella vita siamo soli. Però, siamo costretti, come esseri umani, a essere presenti per gli altri. E non solo, è nostro dovere, verso le persone più deboli, non fuggire.

Lui diceva che la libertà, non significa infrangere le regole. Anzi, nessuno come lui crede in quello che sta facendo, ma diceva che la libertà è fare scelte consapevoli. è il contatto con la natura, è lo staccare il piede dall' aereo, toccare con le mani la roccia e camminare respirando l'aria umida del bosco.

Non c'è nulla di certo diceva, tranne l'amore dei tuoi genitori ( qui se ne potrebbe parlare...). E nulla ti viene insegnato, ma tutto è solo da imparare.

"Quanti di quelli seduti qui stasera stanno inseguendo il proprio sogno e ci credono? Quanti sono responsabili delle proprie azioni, quanti hanno scelto liberamente, quanti sono riusciti a conciliare se stessi e gli altri, quanti hanno fatto scelte coraggiose, invece di lamentarsi della propria vita di merda?"

Infine, parlando dell'amore, diceva di aver conosciuto una ragazza fantastica, che come lui, viveva secondo questi principi. Purtroppo lei ha deciso di stare con un'altra persona. In quel momento stavo per riversare su di lui le classiche frasi di circostanza: "dai, succede, non era quella giusta...", quando mi ha tappato la bocca con un: "quando torna dal suo viaggio in ottobre, mi faccio 500 km e vado a riprendermela. Devo dirle che voglio stare con lei ".

G. è uno che non sa nemmeno parlare bene Italiano. Sbaglia verbi e avverbi, non ha studiato, ma ha la cosiddetta scuola della strada. Ogni sua parola, ieri sera mi è rimasta stampata a fuoco. Quanta saggezza in un ragazzo di 23 anni.

Non so se quello che ha detto è vero, anche perchè ho deciso di non cercare verità: io in primis non seguo nessun sogno. Non lotto, non credo, non vado a riprendermi chi amo. Affido le mie scelte alla convenienza, anche se credo, di aver acquisito quel poco di responsabilità verso gli altri, forse a causa delle infauste circostanze.

Credo che ci sia sempre un motivo per non sprecare questo tempo che abbiamo.

Credo che ci si possa credere sempre.

Ricordo mio nonno, che con un problema grave all'anca, non rinuniciava alla sua bicletta e a 80 anni saliva sulla pianta del fico con le ciabatte, per farmi mangiare i frutti più buoni.

Ricordo, una coppia di amici di famiglia (che strana parola), che avevano costruito la loro vita con difficoltà, superando l'handicap e la sedia a rotelle che lo sposo si portava a presso.

Ricordo, P. che ha deciso di adottare un bambino e non ce l'ha fatta.

Ricordo persone che non hanno smesso.

Fino alla fine.

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Dai su

scritto da jada84 il giovedì, 30 agosto 2007,18:52

Dai...un pò di allegria...forza...beccatevi le mie nuove foto delle ferie a Senigallia al Summer Jamboree 2007...

http://www.myspace.com/jadaspace

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Pensa, ascolta, guarda e non giudicare

scritto da jada84 il giovedì, 30 agosto 2007,16:28

Chissà se è solo apparenza.

Chissà, se questo silenzio e questo vuoto fittizzio si perpetuano come a sedare i sensi.

Pensa, ascolta, guarda e non giudicare.

Io sto bene, continuo a ripeterlo.

E in effetti pensavo di stare più male.

Il fatto è che se qualcosa disturba la tua esistenza, piano, in sottofondo, come una serpe che striscia nel sottobosco, senti che ti da fastidio, ma alla fine ti arrendi alle circostanze.

Quando invece capisci, che finalmente ti sei liberata, anche se con un carico di sofferenza enorme, quasi quasi tiri un sospiro di solievo.

Quando andai in analisi qualche anno fa, ricordo che la dottoressa disse ai miei genitori che io soffrivo di ansia di abbandono. Che su questo dovevo lavorare.

Ecco, ora quell'abbandono è arrivato pesante e inevitabile. Ma sarà che ormai i tempi delle insicurezze sono sfumati. Io cazzo non sto così male.

é un sollievo. è una liberazione.

Vedo mia madre soffrire e questo mi lambisce come acqua ghiacciata. Atterrisce, devasta, ma fortifica.

Non ho paura e questo mi sorprende.

Provo pena per la solitudine vera di mio padre. Per il suo finto mondo di illusioni.

Non esiste certezza alcuna.

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Tutto ciò che ero

scritto da jada84 il venerdì, 24 agosto 2007,11:48

E' arrivata: mi ha investito come un uragano.

Aspettava il momento più opportuno, aspettava il momento in cui si sarebbe aperto un piccolo spiraglio.

Ha messo il dito dentro e ha cominciato a strappare: ha squarciato e rovesciato tutto l'interno.

Sono uscite lacrime, non ho più controllato nulla.

Terrore.

Ho urlato come mai prima, ho sentito che avrei anche potuto morire in quell'istante, non sarebbe cambiato nulla.

Nessuna speranza di rialzarsi. Niente può confortarmi.

è come una morte.

 è morta la mia certezza.

è morto tutto ciò che ero.

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