- 2
- 2
Bene bene... ci siamo oramai...mancano solo 2 giorni. La mia camera è un casino bestiale...borsine, borsette, borse, valigette, valige, Beauty Case, Trolley, zaini...sembra che stia partendo un esercito. E invece sono solo io...
"Ehmm Jadina, sai che vai a vivere in un bilocale? Dove pensi di mettere tutte queste robe? "
"Eh Eh...e che ne so! abbiamo anche uno sgabuzzino grande, ci starà qualcosa li dentro?"
"Dentro dove? c'è già il frigo vecchio, un mobile, lo stendino, la tavola da stiro, le scarpe, le bottiglie di acqua...non credo che potremmo riempirlo ancora..."
"D' accordo, farò in modo di limitarmi ( si, credici agli ufo)".
Non vi ho mai parlato di quel malato con cui vado a vivere...lui è Thomas alias il Ceo.
Il Ceo è un animale strano, peloso, grosso, alto, ma con due occhi che ti stendono se li incroci.
La Jadina gli ha fatto la corte per due anni, ma lui non la filava di striscio...non potete sapere come ci siamo conosciuti.
Andavo in terza superiore, e da brava liceale, prendevo il trenino tutti i giorni alle 7 della mattina e all'una per il ritorno.Siccome sono un'autentica distratta (ho perso 3 portafogli, 2 cellulari..e svariate altre cose) quel giorno, invece di infilare il diario nello zaino, l'ho lasciato innavertitamente cadere sui gradini della stazione.
In quel momento ho preso il mio convoglio e ciao notte.
Verso sera, il mio cellulare squilla, e una voce calda e profonda, si presenta : "Ciao, Jada?...ehm...tu non mi conosci...sono Thomas e ho tra le mani il tuo diario."
Pietrificata lo saluto, frugo nella borsa e in quell'istante capisco che per l'ennesima volta ho avuto la testa tra le nuvole. Ok, appuntamento il giorno seguente, sottopassagio della stazione, ora imprecisata.
Lo scorgo, lo riconosco dalla descrizione preserale, ma sopratutto mi riconosce lui perchè nel diario c'era una mia foto.
Appena l'ho visto ho pensato : "Dio, ti prego, fa che non sia quello!"
Si, esattamente...non era il mio tipo..troppo cicciotto, troppo pelato, troppo accigliato...ma appena abbiamo cominciato a parlare, tutto un mondo nuovo si è aperto ai miei occhi.
Come vi dicevo, io ero impegnata, lui pure: due anni di tiraemolla.
Ho chiuso decisa e per molti mesi, nemmeno una telefonata.Poi un giorno, stesa sul divano, ho guardato verso la libreria e mi accorgo che mi è rimasto un suo libro. Andrea De Carlo, il suo scrittore preferito.
Alzo la cornetta e lo chiamo: senbra un bambinetto spaventato. Voleva che facessi io questo passo, perchè lui un rifiuto non l'avrebbe accettato. Andiamo al cinema la sera dopo, e da qui è iniziato tutto...carina come storia, eh? Da filmetto sdolcinato tipo "C'è posta per te"! In realtà la nostra storia è molto legata alle coincidenze e alle casualità.
Ora lui sta realizzando il suo sogno e lo accompagno per qualche mese, portando avanti anche il mio progetto.
Sperem Ben....



