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scritto da jada84 il giovedì, 29 giugno 2006,18:22

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Bene bene... ci siamo oramai...mancano solo 2 giorni. La mia camera è un casino bestiale...borsine, borsette, borse, valigette, valige, Beauty Case, Trolley, zaini...sembra che stia partendo un esercito. E invece sono solo io...

"Ehmm Jadina, sai che vai a vivere in un bilocale? Dove pensi di mettere tutte queste robe? "

"Eh Eh...e che ne so! abbiamo anche uno sgabuzzino grande, ci starà qualcosa li dentro?"

"Dentro dove? c'è già il frigo vecchio, un mobile, lo stendino, la tavola da stiro, le scarpe, le bottiglie di acqua...non credo che potremmo riempirlo ancora..."

"D' accordo, farò in modo di limitarmi ( si, credici agli ufo)".

Non vi ho mai parlato di quel malato con cui vado a vivere...lui è Thomas alias il Ceo.

Il Ceo è un animale strano, peloso, grosso, alto, ma con due occhi che ti stendono se li incroci.

La Jadina gli ha fatto la corte per due anni, ma lui non la filava di striscio...non potete sapere come ci siamo conosciuti.

Andavo in terza superiore, e da brava liceale, prendevo il trenino tutti i giorni alle 7 della mattina e all'una per il ritorno.Siccome sono un'autentica distratta (ho perso 3 portafogli, 2 cellulari..e svariate altre cose) quel giorno, invece di infilare il diario nello zaino, l'ho lasciato innavertitamente cadere sui gradini della stazione.

In quel momento ho preso il mio convoglio e ciao notte.

Verso sera, il mio cellulare squilla, e una voce calda e profonda, si presenta : "Ciao, Jada?...ehm...tu non mi conosci...sono Thomas e ho tra le mani il tuo diario."

Pietrificata lo saluto, frugo nella borsa e in quell'istante capisco che per l'ennesima volta ho avuto la testa tra le nuvole. Ok, appuntamento il giorno seguente, sottopassagio della stazione, ora imprecisata.

Lo scorgo, lo riconosco dalla descrizione preserale, ma sopratutto mi riconosce lui perchè nel diario c'era una mia foto.

Appena l'ho visto ho pensato : "Dio, ti prego, fa che non sia quello!"

Si, esattamente...non era il mio tipo..troppo cicciotto, troppo pelato, troppo accigliato...ma appena abbiamo cominciato a parlare, tutto un mondo nuovo si è aperto ai miei occhi.

Come vi dicevo, io ero impegnata, lui pure: due anni di tiraemolla.

Ho chiuso decisa e per molti mesi, nemmeno una telefonata.Poi un giorno, stesa sul divano, ho guardato verso la libreria e mi accorgo che mi è rimasto un suo libro. Andrea De Carlo, il suo scrittore preferito.

Alzo la cornetta e lo chiamo: senbra un bambinetto spaventato. Voleva che facessi  io questo passo, perchè lui un rifiuto non l'avrebbe accettato. Andiamo al cinema la sera dopo, e da qui è iniziato tutto...carina come storia, eh? Da filmetto sdolcinato tipo "C'è posta per te"! In realtà la nostra storia è molto legata alle coincidenze e alle casualità.

Ora lui sta realizzando il suo sogno e lo accompagno per qualche mese, portando avanti anche il mio progetto.

Sperem Ben....

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Dualismi

scritto da jada84 il mercoledì, 28 giugno 2006,14:33

Cazzo...vivo in una specie di dualismo interno senza fine...nel senso che continuamente oscillo tra due mondi differenti, che non si conciliano in me e non si corrispondono. Diciamo pure, che non si compensano. Da una parte, ci sta il mio faccino pulito, il nasetto lentigginoso, gli occhietti furbetti, il seno ancora acerbo. Non dimostro la mia età, spesso si domandano se io sia maggiorenne. Dall'altra, la mia testa, che rimugina, rielabora, critica, non accetta la realtà come la propongono, che preferisce le serate casalinghe, che non riesce a non restare informata, che ha una migliore amica di 50 anni, che ama il teatro, che non beve come una dannata, che non va in discoteca, che preferisce gli uomini e non i ragazzini, che si rifiuta di vestirsi come altre 10 ragazze.

E così passo le giornate a sforzarmi di far capire che quello che dimostro dal volto, non corrisponde in realtà quello che ho dentro. Il giudizio passa dagli occhi, inevitabilmente, a meno che non si incontrino persone intelligenti che sanno non fermarsi. Ma cazzo è difficile. Due anni fa facevo la barista:

 "Quanti ani gheto bea putea?" (Quanti anni hai bella bambina?)

Alla mia risposta, stranamente cambiava qualcosa. Si perchè l'atteggiamento verso una minorenne  rispetto a duna ragazza più grande cambia. Ti prendono per fessa, pensano di poterti dire quello che vogliono solo perchè sei giovane, tanto non sai difenderti. Invece, ai quei quattro zoticoni- leghisti- fascisti di questo paese del cazzo, ho chiuso la bocca più di qualche volta...non si aspettavano che fossi già in grado di votare e farmi la patente...ecco...per dirvi come il mio aspetto da bambinetta, non corrisponda con la mia testa .

Oppure, quando entro nei negozi, mi trattano come una cretina, perchè pensano che non comprerò nulla e scocciate, le commesse alla fine mi evitano. (per le stronze delle commesse, se ci riesco, riserverò un post a parte).

Dal' altra parte, quando mi trovo in mezzo ai miei coetanei, scatta una sorta di rifiuto- critica.

Nel senso, che difficilmente mi sento come loro. Vivo le relazioni e i rapporti in modo diverso.

Ad esempio, ogni tanto mi faccio una tromba, ma non ne parlo. Di macchine me ne frego, di calcio me ne frego, discoteca zero,  il cellulare mi da fastidio, non compro nulla di marca...butterei nel cesso la musica che ci propongono....e i discorsi poi...noiosi e scontati. A parte qualche eccezione, ovviamente. E così ho pochi amici, anche se ben (ma forse anche troppo?) selezionati.

Non so...cosa volete, sarà la solita fase post-after- molto tardiva adolescenziale.

Comunque, ieri sera Sherwood Festival fino alle 2 di notte con il tecnico della caldaia - Dj. Che tipo! Sembriamo amici da una vita e ci conosciamo da 2 giorni...mi ha fatto un casino piacere conoscerlo un pò meglio...e poi quante risate. C'era anche  la Vale...e mi sa che si piacciono...spero bene per loro.

Stamattina mi sono alzata dura, la schiena non mi da tregua da tre giorni. Ho sentito chi non volevo sentire. C'era anche lui ieri sera, ma non ci siamo visti. Gli ho detto che vado via. Mi ha chiesto di andare a vedere la sua casa nuova ma ho rifiutato.

"Buona fortuna"...

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Ripensamenti

scritto da jada84 il martedì, 27 giugno 2006,19:07

Nei link ho messo le mie foto...così chi deve giudicare giudicherà con i suoi occhi!

 Zao a tuti!

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America

scritto da jada84 il martedì, 27 giugno 2006,17:03

Mamma mia. Ho appena visto su Mtv una cosa oscena. Un programma nel quale una serie di sgallettate americane frequentano una scuola per Cheer-leaders chiamata "Camp Jim". E Chi è sto Jim? Un antipaticissimo bidone delle immondizie, che con 130 kg sulle spalle sgambetta e salta, dispensando consigli da padre eterno (o spirituale che dir si voglia) con il fare da suocera frustrata. Prendono la più sfigata delle tipe e la trasformano in una omologatissima barbie pon- pon. Condiscono tutto con del falso buonismo e del retorico sentimentalismo ed ecco servita la stronzata.

Io gli americani (statunitensi intendo) non li capisco, fanno di tutto per sembrare idioti. Magari non lo sono, ma con il presidente che si ritrovano..mah...qualche dubbio mi viene.

Comunque, da piccola mi hanno insegnato questa parola : Melting Pot. 

Per Melting Pot si intende un popolo che si compone di una molteplicità di culture, un calderone di vissuti collettivi. E questa idea mi faceva sognare di pace nel mondo, di accettazione reciproca, gli Stati Uniti...loro si che ne sanno di uguaglianza.

Ecco, poi da grande ho messo nel cassetto le fantasie puerili, e ho cominciato a capire le contraddizioni di un popolo troppo grande, troppo potente, troppo diverso nelle sue antitesi, troppo...troppo.

Il "sogno americano" lo chiamavano i nostri nonni...e invece vengo a sapere che gli Italiani erano meno graditi degli appestati.

Vengo a sapere di un popolo che elegge presidente qualcuno che promuove la guerra, invece che porne la fine.

Un popolo che permette delle sacche di povertà pari a quelle di ricchezza; situazione diverse, stesso estremismo.

Un popolo che viaggia su standard assurdi, che produce programmi assurdi, che promuove la cultura del futile e del costoso.

Ce ne sarebbero moltissime da dire, un post non basta, e poi sono discorsi triti e ritriti.

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